
DOMENICA 19 APRILE 2026
ROMA – CENTRO CONGRESSI “GLI ARCHI”
LARGO S. LUCIA DEI FILIPPINI 20
per gli ottant’anni di
MARIANGELA TEMPESTINI
È possibile seguire l’incontro online su piattaforma Zoom
EVENTO GRATUITO
La partecipazione in presenza è limitata a 100 iscritti
(posti assegnati fino a esaurimento disponibilità).
ATTENZIONE: Se ti sei iscritto in presenza e non puoi più partecipare, faccelo sapere scrivendo a edu@isipse.it: renderai possibile la partecipazione di un’altra persona.
⚠️ Posti in presenza esauriti. Puoi iscriverti online.
100 / 100 iscritti in presenza
PRESENTAZIONE
VIVA LA GIOIA! LA POESIA CHE SALVA
La psicoanalisi non è un mestiere solitario, è una pratica che vive solo se condivisa, pensata insieme, discussa, nutrita da una comunità. Non è una gerarchia, ma una cornice di storie che continuano e fondano altre storie. Così tutti sono nuovi narratori e nuovi fondatori, l’ISIPSÉ è esattamente questo: una terra vangata insieme dove il pensiero possa continuare a germogliare e respirare.
È questo il senso che – pur in momenti terribili – attribuiamo alla parola gioia. Proprio nel senso dell’ode di Schiller e della sinfonia di Beethoven, la gioia è la possibilità di continuare a trovare l’umanità nella condizione umana, di indicare la via attraverso l’oscurità dell’indifferenza, trovare la rosa della speranza dalla lama della disperazione.
La psicoanalisi non promette vite perfette, ma cerca un senso in cui l’esperienza dolorosa possa trovare parola, relazione, possibilità, pensabilità.
Celebrare gli ottant’anni di una psicoanalista è un compito un po’ particolare, non si tratta semplicemente di ricordare una carriera, o di elencare risultati. La psicoanalisi non è una professione che si misura solo con ciò che si fa, ma soprattutto con l’umanità che si attraversa e con il crescere delle persone e della comunità.
E forse per questo Mariangela Tempestini ha chiesto di mettere al centro due temi molto semplici e molto radicali: la sofferenza mentale come possibilità e la psicoanalisi come esperienza non solitaria ma comunitaria che favorisce l’emergere della creatività di ciascuno.
E per dare voce a tutto ciò è parso naturale ricorrere a una poetessa come Alda Merini che trovandosi fisicamente all’inferno non si è arresa all’inferno e ha dimostrato che il male può essere sempre trasformato in canto, grazie alla forza salvifica delle parole e della musica delle parole. Il fascino della sua poesia sta nella capacità di rovesciamento di ogni dolore in gioia attraverso la vitalità indomita del suo spirito che si fa canto, sempre, comunque, dovunque. Alda è stata una donna che ha cercato di estrarre da un dolore inimmaginabile, immeritato e continuo un amore incondizionato per la vita. Questo uno dei valori di fondo, assieme alla speranza e alla disobbedienza civile che cerchiamo di coltivare nella nostra comunità e di cui Mariangela Tempestini è stata e continua ad essere infaticabile sostenitrice.
Agli interventi della mattinata su questi temi seguirà nel pomeriggio un coro d’interventi da parte di coloro che vorranno contribuire con qualche pensiero, con qualche esperienza intrecciata nel percorso di crescita personale e della nostra comunità.